“O Empoderamento Sócio-económico das Mulheres em Moçambique”

Ecco la pubblicazione relativa ai risultati del Programma di Sostegno all’Empowerment Socio-Economico delle Donne in Mozambico (PESED): "O Empoderamento Sócio-económico das Mulheres em Moçambique"

La pubblicazione riassume i principali risultati del Programma di Sostegno all’Empowerment Socio-Economico delle Donne (PESED) dell’AICS Mozambico, in partnership con l’Unità di Genere dell’Università Edoardo Mondlane (UEM).

Il Programma si è articolato in una serie di attività di capacity building per i ricercatori dell’Università Eduardo Mondlane, finalizzata alla produzione di sei studi di campo in 4 Province del Paese sull’imprenditoria femminile, analizzando le barriere ed opportunità di accesso agli strumenti finanziari per le donne, le dinamiche di genere in seno alla famiglia e alla società, le relazioni tra promozione economica ed inclusione sociale e l’impatto che l’empowerment delle donne ha sui processi di sviluppo del Mozambico. Le sintesi delle sei ricerche son contenute nella presente pubblicazione.

Il PESED promuove l’uguaglianza di genere attraverso azioni di sostegno al settore privato, al lavoro dignitoso, all’inclusione finanziaria e allo sviluppo umano, riconoscendo che l’empowerment economico non si traduce automaticamente nell’uguaglianza di genere e nell’eliminazione delle discriminazioni se non si accompagna di una riflessione più ampia sui contesti sociali e culturali in cui si opera.

 

Eco-Ilhas: tutela ambientale ed allevamento sostenibile anche attraverso attività di caprinicoltura

[Post originale pubblicato dalla OSC ICEI]

Nell’ambito del progetto Eco-Ilhas, finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), ICEI (in partnership con WWF Italia) porta avanti numerose attività sulla gestione agro-silvo-pastorale e di pesca.
Il progetto mira a tutelare le risorse alimentari degli abitanti dell’area protetta delle Ilhas Primeiras e Segundas (Pebane – provincia Zambezia, in Mozambico) ed a preservare la biodiversità degli ecosistemi locali.

E’ in corso il secondo anno di attività e l’OSC si sta occupando anche di caprinicoltura. A fine Luglio, infatti, ha acquistato 50 capi di bestiame che sono stati consegnati ai beneficiari per garantire loro la possibilità di differenziare le attività di allevamento.
Per far acquisire maggiore consapevolezza sulle tecniche legate all’alimentazione, riproduzione e gestione di questi animali, si sono svolte anche alcune attività di sensibilizzazione ambientale e delle formazioni specifiche.

Proprio per permettere un’adeguata formazione del personale locale,  è stato ingaggiato un consulente di zootecnia del Distretto delle Attività economiche, specializzato sul tema. Il tecnico, assieme al personale delle organizzazioni coinvolte, ha tenuto un percorso formativo che ha visto il coinvolgimento di 42 persone fra cui 38 beneficiari e 4 animatori di comunità.

Inizialmente sono stati effettuati incontri e lezioni di approfondimento su numerosi aspetti teorici e, successivamente, sono state messe in atto delle esercitazioni pratiche.

Dal punto di vista tecnico, ci si è soffermati soprattutto sui seguenti temi:  tecniche di allevamento e riproduzione del bestiame, cura e gestione per il mantenimento in salute degli animali in gravidanza e dei cuccioli dopo il parto.

Le esercitazioni pratiche, invece, hanno riguardato soprattutto alcune dimostrazioni per insegnare ai beneficiari coinvolti come selezionare e classificare gli animali in base alla loro età o come individuare eventuali sintomi potenzialmente legati all’insorgenza di malattie. Oltre a questo, sono state sviluppate attività legate alla produzione del fieno, all’autoproduzione di mangimi ed alla costruzione di recinti e foraggere adeguati.

Nel corso delle suddette attività è stato anche portato a termine il rafforzamento di 4 stalle comunitarie e sono stati costruiti degli spazi adibiti alla cura degli gli animali ammalati, per farli stare in quarantena. Inoltre, a conclusione delle attività è stato realizzato un manuale tecnico sugli argomenti trattati.

Come riportato dal consulente del Distretto delle Attività economiche, le attività di incontro e formazione hanno visto ampia partecipazione dei beneficiari. I partecipanti si sono dimostrati interessanti ed attenti, riconoscendo che le attività di formazione previste dal progetto possono contribuire ad accrescere lo sviluppo delle loro comunità.

ECO-ILHAS: Vivaio ed Banca dei semi di ICEI

[Post originale pubblicato dalla OSC ICEI]

Nel Distretto di Pebane (Provincia della Zambesia), in Mozambico, ICEI ha promosso la creazione di un vivaio e di una Banca dei semi Agro-Forestale, come unità di appoggio a progetti di Agricoltura Sintropica (AS).

Tali unità rientrano nel progetto Eco-Ilhas per lo sviluppo di pesca e agricoltura sostenibili, che ICEI porta avanti dal 2015 con finanziamenti del MAECI. Le attività del progetto interessano l’area protetta delle Ilhas Primeiras e Segundas, e coinvolgono sei comunità locali.
L’obiettivo principale è aumentare e garantire la disponibilità futura delle risorse alimentari, sempre nel rispetto dell’ecosistema.

La disponibilità di risorse agricole da dedicare all’autoconsumo è messa a rischio dal fatto che, storicamente, nell’area si è investito molto in progetti monoculturali di colture da reddito, mentre la diversificazione delle coltivazioni è stata totalmente disincentivata. Questa struttura produttiva porta ad un notevole impoverimento dei terreni, in conseguenza del quale gli agricoltori sono costretti ad aprire sempre nuovi campi, fomentando la deforestazione.

Per arginare queste dinamiche, il progetto fa affidamento sull’introduzione di tecniche di Agricoltura Sintropica (AS). Si tratta di una tipologia di Agricoltura di Conservazione di tipo intensivo e dal grande potenziale produttivo, che riduce sistematicamente gli spazi utilizzati, inverte il processo di degradazione dei suoli e contribuisce a diversificare la produzione. L’AS si basa a sua volta sull’impianto di Sistemi Agro-Forestali successionali (SAFs).

Per garantire la fornitura di piantine produttive e native per i SAF (sia agricole che arboree) sono stati costruiti, presso la sede progetto a Pebane, una Banca di Semi e un Vivaio dove sono raccolte molte specie differenti anche nella modalità di consorzio (ossia, in ogni sacchetto sono state impiantate più tipi di specie).

Nei primi 3 mesi dalla costruzione del vivaio sono state prodotte più di 1.000 piantine di alberi, di cui 550 sono stati trapiantati nei primi SAF.
La Banca dei Semi agroforestali e di piante medicinali ha incorporato, a gennaio 2017, più di 20.000 semi di 46 specie agroforestali differenti.
È inoltre stato creato un piccolo laboratorio per la germinazione dei semi più difficili da trattare dove, con i sistemi adottati, sono stati fatti germinare più di 1.300 semi.

Come dichiarato dal capo-progetto Facundo Quarantini, “I primissimi risultati sono stati molto incoraggianti, indicando un enorme potenziale dei SAFs sintropici. Si sta verificando un rapido recupero della qualità dei suoli e una grande efficacia contro fenomeni erosivi e di impoverimento. I SAF creano di fatto un sistema di autodifesa contro qualsiasi disequilibrio o disarmonia che attacca l’ecosistema e, una volta che il sistema è resiliente, l’ecosistema tende sempre a ritornare agli equilibri iniziali”.

Risultati simili mostrano che le unità di supporto sono funzionali ed efficaci, e possono giocare un ruolo chiave nella preservazione della biodiversità di quest’area costiera.

ECO-ILHAS: ICEI propone innovazione e sostenibilità per le attività di itticoltura

[Post originale pubblicato dalla OSC ICEI]

Nel distretto di Pebane (provincia della Zambezia) attività di agricoltura sintropica e produzione ittica vanno a braccetto, preservando le risorse naturali. Qui, all’interno dell’area di protezione ambientale delle Ilhas Primeiras e Segundas, ICEI porta avanti per il secondo anno di attività il progetto Eco-Ilhas, finanziato dall’Agenzia Italiana di Cooperazione allo Sviluppo (AICS). L’obiettivo è di migliorare la sostenibilità della gestione agro-silvo-pastorale e della pesca artigianale in ambiente costiero, al fine di aumentare e garantire la disponibilità futura delle risorse alimentari per gli abitanti di 6 comunità rurali.

Insieme ai partner di progetto, ICEI fin dal 2015 ha introdotto attività di itticoltura, un’assoluta novità nel distretto, occupandosi di formazione e di individuazione dei luoghi dove costruire le vasche per l’ allevamento della tilapia, procedendo in seguito allo scavo delle prime vasche. “Qui i lavori di scavo dei laghetti artificiali (che misurano fino a 500 metri quadrati e 2 o più metri di profondità) devono essere fatti a mano con utensili tradizionali, ovvero pala, zappa e secchio, senza l’uso di scavatrici meccaniche, in terreni normalmente molto compattati” racconta Facundo Quarantini, referente del progetto in Mozambico.

La disponibilità e predisposizione delle comunità locali è tuttavia sempre stata altissima. “Già durante i lavori di scavo e di formazione alle 20 famiglie coinvolte nel progetto se ne sono aggiunte autonomamente altre 3”, racconta Facundo. “Stimolate da quello che avveniva con i beneficiari dell’attività hanno iniziato spontaneamente a scavare i laghetti, senza averne i mezzi necessari e l’appoggio tecnico, ragion per cui il progetto ha deciso di includere queste altre 3 famiglie in questa attività”. Già a gennaio 2017 si è constatato che lo stato medio di avanzamento dei lavori era del 65%, nonostante la grande difficoltà che gli scavi presentavano soprattutto per persone non giovani e con problemi ad approvvigionarsi il cibo sufficiente per mantenersi in forma.

Oggi il progetto ha introdotto una nuova modalità di itticoltura che prevede anche la creazione, intorno ai laghetti costruiti, di una fascia coltivata con un sistema agro-forestale ispirato all’agricoltura sintropica sia terrestre che acquatico e in grado di produrre ortaggi e frutta tutto l’anno e non solo nei periodi di pioggia come di costume.

“Questo è possibile utilizzando l’acqua delle vasche che, grazie agli escrementi dei pesci, è uno dei migliori fertilizzanti per l’agricoltura” spiega Facundo. “Inoltre la produzione agro-forestale che ne deriva viene usata per alimentare i pesci e l’ombra degli alberi crea una protezione naturale per la fauna ittica che evita così di soffrire quando il clima presenta alte temperature (che diminuiscono la velocità di crescita dei pesci)”.
Per ultimo, il Sistema Agro Forestale intorno alle vasche impedisce qualsiasi fenomeno erosivo, aumenta la fertilità del suolo e fornisce cibo sia per i pesci che per le piante ad alto valore fitoterapico veterinario, contribuendo così al controllo di malattie degli allevamenti.

ICEI riporta che, visitando il progetto, la delegazione del Consiglio dei Ministri del Mozambico si è congratulata per il lavoro svolto,  spiegando che le vasche sono da annoverarsi tra i migliori allevamenti presenti in tutto il Mozambico: un modello per il resto del Paese.

 

ECO-ILHAS: in Mozambico ICEI introduce l’Agricoltura Sintropica

[Post originale pubblicato dalla ONG ICEI]

Nella Provincia di Zambesia, Distretto di Pebane, ICEI si sta impegnando nell’applicazione dell’agricoltura sintropica, una novità nel panorama agricolo africano.

In Mozambico ICEI porta avanti per il secondo anno il progetto ECO-ILHAS per la tutela ambientale e conservazione della biodiversità in area protetta marino-costiera. Un progetto – finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) – nato con il fine di aumentare e garantire la disponibilità futura delle risorse alimentari per gli abitanti dell’area di protezione ambientale delle Ilhas Primeiras e Segundas.

Qui in passato si è investito molto in progetti monocolturali di specie da reddito (anacardo, sesamo, manioca, arachidi) che negli anni hanno sistematicamente impoverito i suoli costringendo gli agricoltori ad aprire nuovi campi e fomentando la deforestazione.

Di contro non è stata incentivata la diversificazione delle coltivazioni dedicate all’autoconsumo, la produzione di ortaggi e l’uso di micro irrigazione per produrre anche durante la stagione secca. Per le famiglie l’agricoltura – anche nelle sue metodologie migliorate – è un’attività di piccoli introiti monetari e, per questo motivo, si dedicano spesso alla caccia, alla pesca predatoria (spesso illegale) e al taglio di alberi per la produzione di carbone da vendere sul mercato locale. Attività non sufficienti a sopperire ai bisogni alimentari ed economici generando periodi (di secca e di piogge intense) in cui la fame diventa un problema nazionale a scapito delle fasce più deboli (bambini, anziani e malati).

Recentemente si è iniziata a sperimentare insieme alle sei comunità beneficiarie l’applicazione di differenti associazioni di specie (sia agricole che legnose), tradizionalmente usate dai contadini, a cui ne sono state affiancate altre non convenzionali per la cultura agricola locale, molto povera in termini di diversificazione delle specie coltivate. A gennaio 2017 sono iniziati lo studio e valutazione dei comportamenti di tali consorzi anche in funzione di differenti livelli di materia organica, acqua, suoli ed acque salinizzate (ambienti di duna costiera in via di desertificazione).

“I risultati di questi mesi sono molto incoraggianti e indicano l’efficacia di nuovi tipi di consorzi di specie, sia arboree che agricole (esempio quiabo, fagiolo boer, ananas, albero del caju –anacardo- e manioca)”, racconta Facundo Quarantini, capo progetto ICEI in Mozambico. “Si sta inoltre verificando un rapido recupero della qualità dei suoli e una grande efficacia contro fenomeni erosivi e di impoverimento dei suoli tipici dell’agricoltura convenzionale, senza contare che si crea un ambiente adatto all’ospitalità di specie nemiche dei parassiti che comunemente attaccano le colture. Inoltre, grazie all’Agricoltura Sintropica, introduciamo anche molte specie Medicinali”.

Un’ottima notizia, dunque: l’applicazione dei principi dell’Agricoltura Sintropica sta creando di fatto un sistema di autodifesa contro qualsiasi disequilibrio o disarmonia dell’ecosistema che, diventato resiliente, tende sempre a ritornare agli equilibri iniziali, come avviene in una foresta nativa.

L’Agricoltura Sintropica (AS) è una tipologia di Agricoltura di Conservazione di tipo intensivo e dal grande potenziale produttivo, sia in termini di quantità che di varietà. Inoltre riduce drasticamente gli spazi utilizzati, inverte il processo di degradazione dei suoli e ottimizza e diversifica notevolmente la produttività, tanto nel tempo che nello spazio